IL PROGETTO EDUCATIVO |
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A CHI SI PROPONE IL CAMPO ROBINSON Il
Campo Robinson si propone a ragazze e ragazzi dagli 8 ai 14 anni.
Al campo sono suddivisi in 2 fasce distinte: 8-11 e 12-14 anni.
L’obiettivo pedagogico è comune, diversa la modalità delle attività. Essi sono i primi protagonisti della propria educazione, secondo l’età e la maturazione psicologica. Vivono il periodo al campo in un clima sereno di amicizia, gioco e avventura. |
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IL
METODO EDUCATIVO DEL CAMPO ROBINSON: Esso
fa parte dei metodi cosiddetti attivi, perché fa in modo che i ragazzi
siano i primi protagonisti
delle proprie scelte secondo la
loro maturità psicologica. E’ quindi ‘autoeducante’: il ragazzo
è protagonista, non responsabile. Responsabile è l’educatore capo
squadra, che fornisce mezzi
e occasioni di scelte in un clima di reciproca fiducia. Importanti
pilastri del metodo applicato sono: la vita all’aria aperta. La
natura come occasione privilegiata di vivere a diretto contatto con il
creato, dove scoprire i suoi ritmi, il silenzio, le stelle… Nella
natura c’è l’avventura, l’esplorazione, l’emozione della
scoperta, la fatica, la gioia di ciò che si conquista, dell’imparare
facendo ed il gioco. Esso è uno strumento di apprendimento, di
gioia comune, di entusiasmo; educa all’impegno, all’amicizia, aiuta
a sviluppare le proprie doti, a conoscere i propri limiti. |
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LA SQUADRA
I ragazzi sono organizzati in squadre monosessuali in numero di 7-10, ma
in un contesto di coeducazione, che significa imparare ad accettare gli
altri così come sono. La squadra rappresenta l’elemento ideale e
indispensabile per le attività che si intendono proporre.Ogni squadra
ha un educatore che vive accanto ai propri ragazzi per tutto il tempo
del campo.Gli educatori sono coordinati da un capo campo, con il quale
stendono il programma delle attività e definiscono gli strumenti
necessari. |
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OPERATORI Sono
persone che conoscono lo scoutismo, in quanto hanno prestato o prestano
tuttora servizio, durante l’anno come volontari educatori in movimenti
scout e ulteriormente formati dai responsabili della cooperativa. Oltre
ad avere la conoscenza metodologica di base, essi hanno le qualità
tecnico-organizzative necessarie per lavorare con i ragazzi, con i quali
sanno porsi in relazione. |
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LE RAGAZZE E I RAGAZZI AL CAMPO ROBINSON Per i ragazzi più piccoli, le attività previste sono simili
per finalità a quelle proposte ai ragazzi più grandi, ma giocate, in
un clima di famiglia felice e in un ambiente psicologicamente adatto per
loro, che è quello della fantasia. L'ambiente fantastico è l’ambiente educativo appropriato,
attraverso il quale l'adulto educatore aiuta il bambino a diventare il
vero protagonista delle esperienze che sta vivendo, giocando e simulando
assieme a lui le esperienze fantastiche proposte in un racconto che egli
stesso decide di vivere. Accade così che in un susseguirsi di maghi,
fate, folletti, animali, indiani, personaggi vari del mondo delle
favole, il bambino sperimenta la realtà, mediata ma non distorta, perché
la fiaba presentata e giocata bene lo entusiasma e lui stesso ne
diviene attore. Nel rivivere la favola, il bambino
interiorizza i valori in essa presentati e in un secondo momento
di verifica comunitaria, ne trarrà delle “buone abitudini”, che
verrà invitato a fare sue e a portare con sé anche nella vita di tutti
i giorni. Un filo conduttore di fantasia caratterizzerà tutto il
periodo del campo. |
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A titolo di esempio, citiamo alcuni
degli incarichi previsti: capo squadra, vice capo squadra, infermiere,
animatore, cuciniere, segretario, economo, fotografo, giornalista,
disegnatore, cantante, topografo, segnalatore, maestro dei giochi,
musicista, ecc. Il ruolo deve essere riconosciuto e valorizzato, perché
importantissimo in un clima di costante avventura. Parimenti
l’adolescente deve trovare attorno a sé rispetto, perché ognuno con
il proprio impegno personale è a servizio sia della piccola comunità
di squadra che dell’intero gruppo. Gran parte della giornata al
campo si svolge all’interno della squadra, dove si vivono i momenti di
routine quotidiana: mangiare, riposare, curare l'igiene personale,
discutere sulle scelte o sulla strategia da adottare nei giochi e nelle
attività di gruppo. Nel gruppo, invece, si
svolgono attività tecnico-formative, ludiche, di intrattenimento e di
relazione. |
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AMBITI DI ATTIVITA' ABILITA' MANUALI: sviluppano la creatività e la
capacità di inventare e costruire oggetti utili alla vita di campo; si
prova il gusto di fare da sé, esercitando la fantasia nella ricerca dei
materiali, nelle tecniche pionieristiche di costruzione, nel valorizzare
gli strumenti che la natura offre in qualunque posto ci si trovi. SALUTE E ATTIVITA'
FISICA: per aiutare il ragazzo a
sentirsi responsabile della sua salute. Le attività previste per questo
scopo sono giochi, nozioni di igiene personale, di alimentazione,
esercizi fisici, escursioni, attività all’aperto, nuoto, ecc. ESPRESSIONE: è tendere a coinvolgere
globalmente il ragazzo, a riscoprire il proprio corpo; impadronirsi
della espressività, affinare la creatività, far esprimere la fantasia,
far emergere le emozioni, abituare all’osservazione, mettere in
movimento tecniche di comunicazione diverse da quelle semplicemente
verbali, fare in modo che ognuno stia bene con se stesso e con gli
altri. Canto, disegno, teatro, musica, animazione, sono elementi
importanti non solo come doti personali, ma momenti altamente coesivi
per gruppi di ragazzi. VITA ALL'APERTO E
CONOSCENZA DELLA NATURA: nel metodo scout la vita all’aria aperta è considerata la chiave del
successo, sia per la salute del corpo che per quella dell’anima. La
vita all’aperto per un ragazzo è fonte di molte, piacevoli, singolari
avventure, di scoperte della realtà. La natura come aula, teatro,
laboratorio dove si svolgono attività naturalistiche teoriche e
pratiche: osservazioni, deduzioni, raccolta campioni e dati. E’
imparare a osservare la natura anche negli aspetti meno evidenti, più
nascosti o a prima vista insignificanti, per meglio amarla, perché è
più facile amare ciò che si conosce. CONOSCENZA E
CONDIVISIONE DELLE REGOLE DI VITA SOCIALE: è abituarsi a vivere assieme, ad aprirsi agli altri, anche ai diversi,
condividendo il tempo, le cose, l’impegno esercitando la solidarietà
reciproca, sviluppando il senso critico, la lealtà, la fiducia in se
stesso e negli altri, la responsabilità; coltivare lo spirito di
squadra, le amicizie, sperimentare la gioia della vita comune. AVVENTURA:
intesa come sperimentazione della
vita di campo in un ambiente che richiede capacità di adattamento e di
voglia di superare i propri limiti. Sempre guidati dagli educatori e in
un clima di gioco, si passerà dalla semplice gestione delle proprie
cose al superare la paura del buio o degli insetti. Ognuno si troverà
ad affrontare i propri sentimenti, a manifestarli senza vergogna e verrà
guidato nell’affrontarli e nell’imparare a gestirli. LE
STRUTTURE: sono un valido strumento educativo. Molto essenziali,
si inseriscono in modo armonioso all’interno dell’ambiente n quanto
sono realizzate in legno e corda. I ragazzi vengono così a trovarsi
nella condizione di poter modificare, abbellire il loro angolo di
squadra, costruendosi le comodità che ritengono necessarie al loro
soggiorno al campo: questo li costringe a mettere in gioco le loro
capacità manuali, progettuali e organizzative.
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C'ERA UNA VOLTA... |
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